C&MLibri
CATEGORIE: Tecnica e tattica
Dalla point zone alla pack line defense
Raffaele Imbrogno
ANNO EDIZIONE: 2020
GENERE: Libro
ISBN: 9788860286185
PAGINE: 184
descrizione
Un breve viaggio dal North Carolina alla Virginia, passando per il Wisconsin
leggi di più
Formato
Scegli il formato, la quantità e procedi con l'acquisto
Libro
19,00 €
Quantità
TOTALE
19,00 €
Guida agli acquisti
Consulta la guida agli acquisti per informazioni su spedizioni, accesso, area riservata e profilo utente, modalità di registrazione… Informazioni per gli acquisti
Acquistabile con 
Come altre cose nella vita non dobbiamo fermarci alle etichette, non avere un pensiero pigro e conservativo, ma cercare di capire cosa abbiamo davanti a noi. Osservare con stupore i fenomeni che il nostro sport propone. Approfondire tali fenomeni per analizzare se esistono similitudini, affinità in attacchi, difese, ecc., apparentemente distanti nel tempo e diversi nella forma, ma forse non nella sostanza.
Cosa distingue le due difese presentate in questo quaderno dell’allenatore di pallacanestro? Molte cose se leggiamo le righe, ma se riusciamo a sbirciare tra le righe stesse molte saranno le analogie, le assonanze che emergeranno. Ma l’invito di questi quaderni è proprio quello di andare alla ricerca di questi fiumi carsici che caratterizzano la storia tecnica della pallacanestro. Difese, attacchi scomparsi nelle sabbie dei deserti tecnici, riemergono davanti a noi in fresche oasi, con la stessa forza del loro primo apparire.
Come nei quaderni precedenti, dedicati a due sistemi offensivi importanti: lo Swing Offense
ed il Princeton Offense, anche quest’ultimo, dedicato a [oppure alle] due difese create da Dean Smith e Dick Bennet, due grandi allenatori proveniente da culture cestistiche diverse, da storie e luoghi distanti, va alla ricerca di quegli assiomi sempre validi nel tempo dove entrambi i sistemi difensivi convergono.
Similitudini sostanziali che ricordano che poco si inventa sotto il sole, ma molto viene riadattato al cambiare dei tempi e dei protagonisti del gioco. E se tale adattamento produce effetti positivi, dimostra ampiamente la costante validità di quanto ideato anni prima.
L’invito, per i “giovani” allenatori/allenatrici è di avere la mente aperta, di guardare il futuro con mente umile, ma critica. Considerare che nel loro percorso cestistico, riadatteranno cose già scoperte ed applicate ai tempi dei pionieri di questo sport. Forse riusciranno nel tempo a portare un piccolo contributo allo sviluppo di questa montagna di sapere. E questo sarà molto.
Sfoglia qualche pagina dal testo
Come altre cose nella vita non dobbiamo fermarci alle etichette, non avere un pensiero pigro e conservativo, ma cercare di capire cosa abbiamo davanti a noi. Osservare con stupore i fenomeni che il nostro sport propone. Approfondire tali fenomeni per analizzare se esistono similitudini, affinità in attacchi, difese, ecc., apparentemente distanti nel tempo e diversi nella forma, ma forse non nella sostanza.
Cosa distingue le due difese presentate in questo quaderno dell’allenatore di pallacanestro? Molte cose se leggiamo le righe, ma se riusciamo a sbirciare tra le righe stesse molte saranno le analogie, le assonanze che emergeranno. Ma l’invito di questi quaderni è proprio quello di andare alla ricerca di questi fiumi carsici che caratterizzano la storia tecnica della pallacanestro. Difese, attacchi scomparsi nelle sabbie dei deserti tecnici, riemergono davanti a noi in fresche oasi, con la stessa forza del loro primo apparire.
Come nei quaderni precedenti, dedicati a due sistemi offensivi importanti: lo Swing Offense
ed il Princeton Offense, anche quest’ultimo, dedicato a [oppure alle] due difese create da Dean Smith e Dick Bennet, due grandi allenatori proveniente da culture cestistiche diverse, da storie e luoghi distanti, va alla ricerca di quegli assiomi sempre validi nel tempo dove entrambi i sistemi difensivi convergono.
Similitudini sostanziali che ricordano che poco si inventa sotto il sole, ma molto viene riadattato al cambiare dei tempi e dei protagonisti del gioco. E se tale adattamento produce effetti positivi, dimostra ampiamente la costante validità di quanto ideato anni prima.
L’invito, per i “giovani” allenatori/allenatrici è di avere la mente aperta, di guardare il futuro con mente umile, ma critica. Considerare che nel loro percorso cestistico, riadatteranno cose già scoperte ed applicate ai tempi dei pionieri di questo sport. Forse riusciranno nel tempo a portare un piccolo contributo allo sviluppo di questa montagna di sapere. E questo sarà molto.
Sfoglia qualche pagina dal testo
Potrebbe interessarti anche
Novità
Prefazione di Sergio Scariolo
Novità
Con la collaborazione di Antonio Bocchino, Maurizio Cremonini, Francesco Cuzzolin e Marco Ramondino
Novità
Filosofie e tecniche di tiro. Il tiro libero - Il tiro in sospensione - Il tiro da 3 - Il tuo stile ...
Novità
I valori educativi, la tecnica, la tattica, la strategia e le emozioni

