Carico di allenamento: come misurarlo e perché è fondamentale

Dalla quantificazione del carico esterno e interno alla tecnologia GPS e accelerometria: una guida completa per allenatori e preparatori atletici.
Monitorare il carico di allenamento è una delle competenze più critiche che un allenatore o uno scienziato dello sport possa sviluppare. Senza una quantificazione accurata, è impossibile sapere se un atleta si sta adattando positivamente al programma, se sta accumulando fatica eccessiva o se il volume di lavoro è insufficiente. Questa guida — ispirata ai contenuti di NSCA, Basi essenziali della scienza dello sport — offre una panoramica sistematica degli strumenti e dei metodi disponibili.
1. Carico esterno e carico interno: la distinzione fondamentale
Il punto di partenza di ogni sistema di monitoraggio è la distinzione tra due concetti chiave.
Il carico esterno è ciò che l'atleta ha effettivamente svolto: distanza percorsa, velocità, chilogrammi sollevati, numero di accelerazioni. Il carico interno è come l'organismo ha risposto: frequenza cardiaca, lattato ematico, sforzo percepito (RPE). Misura la risposta fisiologica e percettiva. 
È la risposta interna a un determinato carico esterno che determina il reale risultato dell'allenamento. Le due misure devono essere utilizzate in combinazione per ottenere un quadro completo. Conoscere il carico esterno di uno sport consente inoltre di progettare programmi mirati a sviluppare le qualità fisiologiche sottostanti: capacità aerobica, velocità, forza. Il monitoraggio del carico interno permette invece di verificare se l'atleta sta effettivamente lavorando alle intensità previste.

2. Tecnologia GPS e sistemi di tracciamento
La misurazione di velocità e distanza tramite GPS è ormai uno standard nello sport di alto livello. I dispositivi a frequenza di campionamento più alta — 10 Hz rispetto a 5 Hz — offrono validità e affidabilità superiori, in particolare per gli sforzi ad alta intensità e le accelerazioni brevi.

Soglie di velocità: assolute o relative?
Una sfida pratica riguarda la definizione delle soglie per classificare la corsa ad alta velocità, lo sprint e le accelerazioni. La scelta tra soglie assolute (uguali per tutti) e soglie relative (individualizzate) dipende principalmente dall'obiettivo dell'analisi: se si confrontano atleti tra loro, le soglie assolute possono essere appropriate; se si valuta il singolo atleta nel tempo, quelle relative sono preferibili.

Ambienti indoor: i sistemi LPS
Per gli sport disputati in palazzetti o strutture coperte, i sistemi GPS tradizionali non funzionano. In questi contesti vengono impiegati i Local Positioning Systems (LPS), che forniscono informazioni cinematiche paragonabili a quelle GPS in ambienti outdoor.

Attenzione! i valori trasmessi in tempo reale dall'unità e quelli calcolati dopo il download dei dati possono differire significativamente, con implicazioni rilevanti sulle decisioni di allenamento.

3. Accelerometria e sensori inerziali
Velocità e distanza non bastano a descrivere il carico negli sport di squadra. Molte azioni energeticamente costose — accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione, contatti fisici — avvengono a bassa velocità e accumulano poca distanza. Per catturarle servono gli accelerometri triassiali, campionati a frequenze elevate (≥100 Hz).

Il parametro più diffuso in letteratura è il PlayerLoad di Catapult, che combina i contributi vettoriali sui tre assi:

PlayerLoad = √[(ay₁ - ay₋₁)² + (ax₁ - ax₋₁)² + (az₁ - az₋₁)²] / 100
dove a = accelerazione (anteriore, laterale, verticale)

Le modifiche ai contributi dei singoli vettori si sono dimostrate promettenti per identificare i cambiamenti nella strategia di movimento indotti dalla fatica — un'informazione preziosa per modulare il carico in tempo reale.

4. Potenza metabolica negli sport di squadra
Le frequenti accelerazioni e decelerazioni degli sport di squadra incrementano il dispendio energetico in misura che le sole misure di velocità non riescono a catturare. Il concetto di potenza metabolica tenta di quantificare questo contributo equiparando il costo energetico dell'accelerazione a quello di correre su una "pendenza equivalente".

Potenza metabolica
Da bassa (0–10 W/kg) a massima (>55 W/kg)

Spesa energetica totale
Espressa in kJ/kg durante la seduta o la gara

Distanza equivalente
Distanza che sarebbe stata percorsa in corsa stazionaria su piano erboso
Va sottolineato che la validità di questo approccio è ancora dibattuta, principalmente a causa degli errori insiti nella misurazione delle accelerazioni tramite sistemi posizionali.

5. Quantificazione nell'allenamento contro resistenza
Non tutto l'allenamento avviene in campo. Il lavoro in sala pesi richiede metriche specifiche. I metodi più comuni, in ordine crescente di completezza:

Volume semplice
Serie × ripetizioni — non tiene conto dell'intensità

Volume ponderato
Serie × rip. × kg sollevati — ignora la forza massima relativa

Volume relativo
Serie × rip. × % 1RM — rappresentazione più completa

L'integrazione di pedane di forza, trasduttori lineari e accelerometri da barra consente di misurare spostamento, velocità e potenza per ogni ripetizione, arricchendo ulteriormente il quadro di monitoraggio.

Vuoi approfondire questi argomenti? Scopri il libro NSCA. Basi essenziali della scienza dello sport, di Duncan N. French - Lorena Torres Ronda


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