Asterisco n° 14
Trovatevi un Maestro, se non ne avete uno attualmente. Ve ne è un gran bisogno di punti di riferimento, nel mondo, nella nostra società, nella vita di ciascuno. Parlo proprio di persone cui rivolgere lo sguardo per averne consigli e raccogliere l’accordo o il dubbio o la messa in guardia o il via libera. Certo, bisogna saper fare da soli, nella vita, bisogna che si sia cresciuti: del resto, si potrebbe pensare, è cosa che più non ci riguarda: i Maestri li avemmo già nel nostro passato di bambini e poi di giovanetti e poi di adulti avviati alla maturità. O non li avemmo, o non ne avemmo affatto e fummo invece affidati ad irresponsabili ed incapaci e disinteressati alla guida di esseri in cammino? Già, che storia avemmo, che storia possiamo raccontare, quando parliamo e narriamo di noi? Camminammo nel buio o qualcuno, uno o molti, illuminarono la nostra strada e fecero luce ed accesero in noi fuochi, il fuoco dell’interesse per la vita e così anche per lo studio, la ricerca, la curiosità, l’interesse, l’orientamento?
Fortunati quelli che poterono contare su questo prezioso accompagnamento: non furono soli, poterono ascoltare ed essere ascoltati, essere capiti e spronati e rimproverati (ma amorevolmente) ed avviati lì oppure là, lungo strade esistenti o cammini ancora da tracciare. Da tracciare, quando compresero che eravamo capaci del nuovo e ci invitavano a tentarlo, a cercarlo, a trovarlo per metterlo a disposizione della comunità. Maestri, solidali ed anche benevolmente complici [con il più grande e significativo che ebbi, quasi un padre, autorità indiscussa della fisiologia umana dell’epoca, da cui tantissimo trassi e che malatissimo alla fine della vita mi chiedeva di prendermi cura di lui (io incapace), condivisi assai spesso l’ascolto - noi due chiusi nel suo studio stracolmo di libri - di cantanti francesi come Georges Brassens, mangiando patatine fritte e bevendo coca-cola], in grado di raccogliere confidenze e lacrime, di intravedere possibilità in noi, doni da coltivare, attitudini speciali. In grado di consigliare campi di studio, testi da leggere, altri maestri da seguire, da ascoltare. Maestri. In una parola sola, Maestri: non si può dire di meglio e di più.
Se trovi un Maestro, la tua vita cambia; non ti accorgi nemmeno del perché cambia, l’azione di un Maestro spesso non è evidente, non si nota, passa inosservata. Ma scava, ma segna, ma indirizza. Mai però impone, obbliga, costringe. Anzi, il contrario. I Maestri liberano, fanno indipendenti gli allievi. Li amano ma sanno non tenerli legati a sé. Sanno che non sarebbero veri Maestri se lo facessero. I Maestri, quelli veri, fanno volare, fanno andare. Da un Maestro vero non si resta, si parte sempre.
Ne ebbi tanti, validissimi, come ho fatto intendere più su. Alcuni eccezionali. In diversi non seppero mai che ero stato un loro allievo. Ma certo operarono perché mi sentissi tale. Alcuni agirono su di me per anni, tanti. Altri per breve tempo, ma segnarono il mio cammino per sempre. Ne trovai sempre ai bivi della mia vita ad indicarmi una possibile, non obbligatoria scelta. Mi piacerebbe ricordarli, mi servirebbe ad affrontare meglio il presente, il presente di un mondo incerto, senza vere guide.
Anche nella professione è così. Anche l’allenatore (quello bravissimo ed espertissimo anche) è senza una guida, vera guida, oggi. Magari non se ne accorge e non lo sa. Ma ne avrebbe bisogno. Maestri con cui confrontarsi. Serve davvero un Maestro? Certo, per la sua affidabilità, se puoi fidarti. Se vuoi affidarti. E confidarti.
Cerco sempre, ancora, Maestri che sempre siano presenti e sempre con il dito mi indichino verso dove puntare la prua della mia vita. Nessuno può fare davvero da solo, cercatevi un Maestro, se già non lo avete trovato. Sapeste come serve e quanto serve un Maestro nei giorni bui!
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18/12/2025 | News / Pillole
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