Ma come fai a fare l’allenatore se non conosci e non hai letto nulla di Edgar Morin?

Asterisco n. 11 di Pasquale Bellotti

Dissi ad uno che si sentiva (e ancora si sente, ahimè!) importante: ma come fai a fare l’allenatore se non conosci e non hai letto nulla di Edgar Morin?

Quel famoso allenatore si dispiacque e si adombrò e mi tolse il saluto e la parola e, comunque, né allora né mai dopo, portò avanti il discorso – che avrei invece voluto affrontare – delle conoscenze che non si possono non avere per operare, discorso che volentieri – ripeto, senza malizia, anzi! – avrei continuato, per portare quel sedicente esperto alla mia causa.

Per chi non lo conoscesse, dico qui, due parole su Edgar Morin, pseudonimo di Edgar Nahoum (Parigi, 8 luglio 1921) state leggendo bene, qui non c’è un errore, sono proprio 105 gli anni che ha attualmente il nostro filosofo e sociologo, parigino di nascita.

Durante la sua vita e la sua carriera accademica, Morin, che ha girato e visitato mille luoghi del mondo, ha lavorato tra l’altro presso l'École des hautes études en sciences sociales (EHESS) e presso il Centre national de la recherche scientifique (CNRS).

Particolare attenzione hanno ricevuto le sue ricerche sulla complessità e il cosiddetto "pensiero complesso". Morin, dunque, non è stato e non è un allenatore, ma con il suo pensiero ed i suoi libri (decine, più e meno datati, ma sempre attualissimi: un pensiero che si fa nel tempo e procede e produce e prepara) ha allenato, nel mondo, milioni di menti, preparandole (le menti, sì, le menti) a pensare e a stare, come si deve, si dovrebbe, nel mondo.

Morin, con la sua visione allargata della complessità come lettura della vita e delle relazioni tra persone e tra le persone e la natura, condividendo un comune destino, ci consegna un prezioso impagabile Metodo (cfr. La Méthode, in 6+1 volumi: “éditions du Seuil”: La Natura della Natura, 1977; La Vita della Vita, 1980; La Conoscenza della Conoscenza, 1986; Le Idee, 1991; L'identità umana, 2001; Etica, 2004; L’Avventura del Metodo, 2015; tutti tradotti e pubblicati in Italia, da Raffaello Cortina Editore),

metodo che ci fa orientare e ci dà infiniti spunti per capire, comprendere la realtà, fare scelte, saper guardare il contesto e darsi soluzioni. Magari ne parlo, presto ne parlo, negli AsteRischi.

Senza Morin, senza una lettura di Morin, senza riflettere su Morin, non si va avanti e anzi non si va proprio da nessuna parte. Si tenta, ma a occhi bendati. Ma la vita e ovviamente l’allenamento, sono ben altra cosa.

Prima materia di insegnamento per allenatori e, diciamo meglio, per educatori è “Morin e la Complessità”. Chi ascolta? C’è qualcuno interessato? Sapete già tutto? Della vita, degli uomini e delle donne, della maniera di costruire relazioni, alleanze ed anche prestazioni nei diversi possibili campi? Sì, vero? Bene, ne avete proprio un gran bisogno, allora. Di studiare Morin e da apprendere da Morin. Ecco.


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