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Il coraggio delle donne vale oro
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PREMESSA
I successi del nostro movimento femminile sono esaltanti, ma non casuali. Sono il frutto di una lunga marcia cominciata dopo le qualificazioni olimpiche del 1996, quando molti dei nostri sforzi andarono verso questo settore che raccoglieva decine e decine di migliaia di atlete, ma non otteneva quei grandi risultati che ci sembravano doverosi. La semina era stata già buona e le nostre ragazze erano pronte a fiorire. Da anni raccoglievamo risultati a livello di club e di Nazionali giovanili, le selezioni era larghe ed abbastanza accurate, occorreva lavorare sulla qualità. E quel lavoro è stato fatto. La nascita del Club Italia è un po’ la pietra miliare su cui abbiamo costruito le grandi imprese delle ultime stagioni, anche l’evoluzione tecnica di questa riuscita iniziativa è quanto mai indicativa per capire come questo movimento sia una splendida realtà, non più pochi fiori selvaggi, ma una grande serra il cui profumo inebria. Forse è stato il caso oppure il destino che ha voluto affiancare questo “fiore” tutto azzurro con una minuscola splendida rosellina che gli abili floricoltori della città di Alassio (una delle “case” della Nazionale in queste ultime stagioni) ha creato appositamente per le nostre campionesse. Le azzurre sono cresciute pian piano, fino alla prima esplosione deflagrante, la vittoria del Mondiale 2002. Un successo maturato all’improvviso, che ha sconvolto il movimento, ha fatto perdere l’orientamento, ma non lo ha fatto naufragare. Da quella vittoria, ma soprattutto dalle successive delusioni ha preso nuovo slancio la voglia e l’ambizione azzurra. L’Italia che ha dominato prima l’Europa e poi il mondo nel 2007 è figlia vera del nostro movimento, anche se abbastanza diversa nelle sue protagoniste rispetto a quella Campione del Mondo. Una squadra quasi perfetta in cui si sono miscelate magnificamente la classe cristallina e l’esperienza di Tai Aguero, campionessa nata in un’isola lontana, ma ormai italiana nel cuore, davvero onorata di vestire la maglia del Paese che l’ha adottata, la grinta di Antonella Del Core, la voglia di lavorare ed emergere di Simona Gioli, la classe innata di Paoletta Cardullo, ed ancora la disciplina e l’abilità di un gruppo allargato e difficilmente eguagliabile formato da Jenny Barazza, Martina Guiggi, Manuela Secolo, Valentina Fiorin, Sara Anzanello, Paola Croce, Francesca Ferretti, la sfrontata abilità di Serena Ortolani. A far da collante la personalità tecnica e la voglia di vincere di autentiche fuoriclasse come Eleonora Lo Bianco e Francesca Piccinini, così diverse e così uguali nell’essere al servizio del gruppo con i loro colpi e con la loro esperienza. Grandi donne, grandi atlete, che hanno saputo dominare l’Europa ed il mondo grazie anche al determinante arrivo di Massimo Barbolini. Una squadra è grande quando atleti e tecnici sono un unico blocco e questa Italia è così. Per questo merita di essere celebrata.Il saluto del Presidente Magri
Magri, le imprese delle ragazze meritavano di essere ricordate
Premessa
Un fiore colto dopo una lunga semina
Prologo
La rivoluzione comincia con un telefonino che squilla
Entra Barbolini, cambia la storia (anche se sfuma il podio iridato)
Bracco & C., tutti gli uomini al servizio delle donne
Pechino 2008, vietato sognare ma è solo scaramanzia
La serie record
I protagonisti
L’uomo semplice che sa parlare alle donne
Aguero, il talento di un’extraterrestre per la libertà
Anzanello, il grande puffo scrive poesie sui muri
Barazza, la ballerina salta oltre la rete
La seconda vita della Cardullo sempre in difesa, ma degli altri
Croce, l’istinto per i tuffi di una carriera avviata a Cinecittà
Del Core, il punto di equilibrio tra tecnica e stregoneria
Ferretti, la rivincita della titolare per caso
Fiorin, l’archeologa ha scoperto la miniera d’oro
Gioli, mamma sexy e strega, comunque vincente
Guiggi, il fumetto è diventato realtà
Lo Bianco, quella corda tesa in cortile e due mani da Schumi sul pallone
Ortolani, l’anima allegra che voleva raccogliere pesche
Piccinini, in punta di piedi si è ripresa il suo regno
Secolo, la titolare in panchina sempre decisiva e con il sorriso
Arrighetti, Cicolari, Dall’Igna il puzzle azzurro è completo
L’archivio
La pallavolo è donna: 200.000 tesserate e dal 1999 arrivano anche le medaglie
Barbolini, il modenese cresciuto a scuola con Velasco
Una per una, i dati sulla carriera di tutte le azzurre
21 vittorie
Le aziende partner

